508 109. Erano ormai trascorsi vent'anni dalla sua
conversione e, come gli era stato comunicato per divina rivelazione,
la sua ultima ora stava per scadere. Era avvenuto così.
Mentre il beato Francesco e frate Elia dimoravano insieme
a Foligno, una notte apparve in sogno a frate Elia un sacerdote
bianco-vestito, di aspetto grave e venerando, che gli disse:
«Va, fratello, e avverti Francesco che, essendosi compiuti
diciott'anni da quando rinunciò al mondo per seguire
Cristo, gli rimangono solo due anni e poi il Signore lo chiamerà
a sé nell'altra vita».
509 Così dunque stava per compiersi esattamente
quanto la parola di Dio aveva annunciato due anni prima. Da
pochi giorni riposava in quel luogo tanto bramato, e sentendo
che l'ora della morte era ormai imminente, chiamò a
sé due suoi frati e figli prediletti, perché
a piena voce cantassero le Lodi al Signore con animo gioioso
per l'approssimarsi della morte, anzi della vera vita. Egli
poi, come poté intonò il salmo di David: Con
la mia voce al Signore grido aiuto, con la mia voce supplico
il Signore (Sal 141,1).
510 Uno dei frati che lo assistevano, molto caro
al Santo e molto sollecito di tutti i frati, vedendo questo
e conoscendo che la fine era vicina, gli disse: «Padre
amato, già i tuoi figli stanno per rimanere orfani
e privi della luce dei loro occhi! Ricordati dei figli che
lasci orfani, perdona tutte le loro colpe e dona ai presenti
e agli assenti il conforto della tua benedizione». E
Francesco: «Ecco, Dio mi chiama, figlio. Ai miei frati
presenti e assenti, perdono tutte le offese e i peccati e
tutti li assolvo, per quanto posso, e tu, annunciando questo,
benedicili da parte mia».
511 110. Poi si fece portare il libro dei Vangeli,
pregando che gli fosse letto il brano del Vangelo secondo
Giovanni, che inizia con le parole: Sei giorni prima della
Pasqua, sapendo Gesù ch'era giunta l'ora di passare
da questo mondo al Padre (Gv 12,1; 13,1). Questo stesso passo
si era proposto di leggergli il ministro, ancora prima di
averne l'ordine, e lo stesso si presentò alla prima
apertura del libro, sebbene quel volume contenesse tutta intera
la Bibbia.
512 E dato che presto sarebbe diventato terra e cenere,
volle che gli si mettesse indosso il cilicio e venisse cosparso
di cenere. E mentre molti frati, di cui era padre e guida,
stavano ivi raccolti con riverenza e attendevano il beato
«transito» e la benedetta fine, quell'anima santissima
si sciolse dalla carne, per salire nell'eterna luce, e il
corpo s'addormentò nel Signore.
513 Uno dei suoi frati e discepoli, molto celebre,
del quale non dico il nome, perché essendo tuttora
vivente non vuole trarre gloria da un sì grande privilegio,
vide l'anima del santissimo padre salire dritta al cielo al
di sopra di molte acque; ed era come una stella, grande come
la luna, splendente come il sole e trasportata da una candida
nuvoletta.
514 111. Mi si lasci, dunque, esclamare così:
«Quanto glorioso è questo Santo, di cui un discepolo
contemplò l'anima ascendere in cielo. Bella come la
luna, splendente come il sole (cf. Ct 6,9), mentre ascendeva
raggiava di gloria in mezzo ad una nube candida. O vera luce
del mondo, che rifulgi più del sole nella Chiesa di
Cristo, già ci hai nascosto i tuoi raggi e, ritirandoti
nella splendida patria celeste, hai scambiato la nostra compagnia
di miseri mortali con quella degli angeli e dei beati! O insigne
specchio della nostra religione, non deporre con la tua carne
mortale la cura dei tuoi figli. Tu sai bene in quali pericoli
li hai lasciati, ora che nelle innumerevoli fatiche e nelle
frequenti prove non ci sei più tu che con la tua benevola
presenza in ogni momento li confortavi e li rianimavi. O padre
santissimo, veramente misericordioso, sempre pronto alla compassione
e al perdono per i tuoi figli erranti! Ti benediciamo, dunque,
padre amoroso, unendo la nostra alla benedizione dell'Altissimo,
il quale è sempre Dio benedetto su tutte le cose. Amen».